Cronologia

21-24/09/2015: WGI a Bruxelles: Assemblea FSE e Fse Screnwriters awards

2-12/09/2015:  23 interviste WGI agli scrittori della 72. Mostra di Venezia.

22/07/2015: il secondo compleanno della WGI

1-15/07/2015: Il dibattito sul cinema: la relazione di Borrelli, il lamento degli esercenti.

07/07/2015: La quinta Assemblea della WGI

16-19/04/2015: Nordic Fest: convegno sulle co-produzioni e Masterclass della WGI

19/03/2015: Il caso Paoli e il caso Siae.

20/02/2015: Sky cede e riconosce il diritto degli autori

10/01/2015: WGI insieme alla FSE offre solidarietà a Charlie Hebdo. Il Corriere della sera non rispetta il diritto d’autore dei vignettisti.

22/12/2014: Chris Keyser a Roma: incontro WGAW/WGI

19/12/2014: Dibattito sulle coproduzioni

10-11/12/2014: Il dibattito sulle serie europee, il disagio italiano.

04/12/2014: Nuove quote per soci non SIae

17/11/2014: La quarta Assemblea della WGI

03/11/2015: WGI al Professional Lab del PKF

16-26/10/2014: WGI alla Festa di Roma

01-02/10/2014: WGI al WCOS.03 di Varsavia

27/08-10/09/2014: WGI e la 71 Mostra di Venezia

22/07/2014: Primo compleanno della WGI

21/07/2014: Convegno su Copia Privata

18/07/2014: La RAI accetta l’accordo su Par condicio.

17/06/2014: La terza assemblea WGI

30/05/2014: L’affaire Par condicio

19/05/2014: Assemblea gruppi

14-25/05/2014: WGI e Cannes

13/05/2014: La seconda assemblea WGI

28/04/2014: Il caso “Carne di porco

11/04/2014: La petizione al Ministro Franceschini

09/04/2014: La prima assemblea WGI

10/11/2013: Le due clausole

24/10/2013: L’assemblea dei fondatori WGI

17/10/2013: Lo scioglimento della Sact

28/08/2013: Il primo atto ufficiale: WGI e la 70 Mostra di Venezia

28/07/2013: Il patto con la WGAW

23/07/2013: La fondazione della WGI

09/06/2013: La Sact decide: E Guild sia!

01/04/ 2013: La scelta del Garante

30/10/2012: Il nuovo direttivo Sact

03/08/2012: Lettere tra SACT e 100autori

05-06/2012: Il tentativo delle manette

03-04/2012: Give me five

20/06/2011: Turning Point

Per correr miglior acque alza le vele… 

Dante Alighieri, Commedia, Purgatorio, Canto I, 1

L’inizio del viaggio.

A differenza dei paesi anglosassoni e delle altre nazioni europee, dove tutte le associazioni autoriali dell’audiovisivo sono nate come associazioni di sceneggiatori, in Italia sono stati i registi a polarizzare il fenomeno (dall’Anac, a Cinema Democratico, e, in ultimo, ai 100autori) nella nostrana convinzione che il regista valga di più.

Per rompere questo schema e riportare l’Italia in linea con gli altri paesi, venne fondata nel 1996 la SACT, Scrittori Associati di Cinema e Televisione, prima e unica associazione di categoria degli scrittori dell’audiovisivo.

E, finalmente, furono proprio gli scrittori a capitanare il Turning Point del 20 giugno del 2011: 438 sceneggiatori, iscritti e non alle varie associazioni, rifiutarono una clausola vessatoria, si allearono su una formula contrattuale.

Il TP diventa, per molti, una data spartiacque. Per la prima volta, degli autori si sono riconosciuti categoria industriale, hanno smesso di suonare il piffero delle rivoluzioni culturali e ne hanno realizzata una: l’autodeterminazione professionale.

Quei molti, vogliono andare avanti nella riformulazione dei contratti e lanciano una campagna detta Give me five, che vede alleati gli sceneggiatori di tutte le associazioni. Si individuano 10 principi da applicare nei contratti e si comincia a ragionare sulla creazione di una struttura che li faccia funzionare: la Guild. Sulle prime, si va alla ricerca di un patto, detto poi delle manette, capace di garantire la tenuta della base in vista di una prova di forza: un vero e proprio contratto.

Ma la strada è sbagliata, i futuri fondatori della WGI lo capiscono: qualsiasi contratto può essere sciolto, la democrazia si sceglie, nessun cambiamento si ottiene imponendo delle manette.  Si riparte dai 10 principi e dalle uniche regole che tutte le Guild del mondo già si erano date, ossia la condivisione dei contratti e un codice deontologico.

Il 22 luglio 2013 viene fondata WGI – Writers Guild Italia, con una forte impronta sindacale, per un futuro di legittimazione e di solidarietà con tutti gli altri sceneggiatori italiani e del mondo. La SACT si scioglie se stessa e fa confluire tutta la sua eredità nella nuova Writers Guild Italia che resta così l’unica associazione di categoria. Molti sceneggiatori, che si erano sempre tenuti alla larga dalle associazioni, riconoscono la novità e si iscrivono. Un sindacato adesso c’è.

Il porto d’arrivo

La condizione degli sceneggiatori italiani è talmente caotica, che il primo obiettivo è necessariamente quello di darsi delle regole. Regole condivise prima all’interno della WGI; poi, tra la WGI e i suoi alleati; infine, tra tutti gli sceneggiatori e i loro interlocutori.

Impresa non facile: la nostra categoria soffre, per eccesso di auto-considerazione del proprio talento (o per effetto opposto di eccesso di svalutazione), di una impostazione individualista. Non dico, non condivido, baro, sfrutto, rubo. Il vero talento, che non si sente minacciato, è invece generoso. Faccio, dico, spiego, condivido, ragiono, protesto. Più o meno.

La WGI sceglie la strade dei professionisti di talento e generosi.

Regole condivise con la WGI: il  garante ha scritto due clausole derivate dai diritti inalienabili della LDA, una, che lega la cessione dei diritti all’avvenuto saldo di tutto il pagamento e l’altra, che reclama l’integrità morale e materiale dell’opera,  e si rifà al buon vecchioTP sulla qualità e sul numero delle revisioni.

Regole condivise con gli alleati e gli interlocutori: l’ondata sforbiciante e censoria della RAI sulle fiction in tempi di Par condicio, scoppiata ad aprile 2014, è stata arginata a luglio 2014, con un patto siglato con la RAI, ottenuto da WGI, insieme alle altre associazioni (Anac, Art e 100autori).

Regole condivise anche con i ministeri: il vecchio progetto del Centro Nazionale di Cinematografia, mai realizzato, è stato riproposto al titolare del Mibact, insieme a tutte le altre associazioni (stavolta anche Anart, Art, Asifa e Doc/it).

Regole condivise anche con i cittadini: ad aprile 2014, abbiamo lanciato una petizione, riguardo al previsto aggiornamento delle tariffe di copia privata, per chiedere equità e trasparenza al Ministro Franceschini, che ci ha esaudito, grazie anche alla contemporanea pressione di altre forze sociali, pubblicando alcuni dati che erano rimasti riservati. Anche le altre associazioni, che pure si erano schierate al fianco della SIAE nel sostenere un forte aumento delle tariffe, hanno accolto volentieri la spinta di WGI verso una maggiore equità di ripartizione, all’interno della SIAE, delle somme di copia privata.

Regole condivise anche sul web. L’obiettivo WGI è che il diritto d’autore, ora che le piattaforme si sono moltiplicate e gli editori sono meno individuabili, torni in capo agli autori, che devono poter certificare la proprietà della loro opera e decidere le tipologie di sfruttamento economico dei diritti di diffusione. Il web è nato libero e libero deve restare, ma l’autore non deve essere defraudato né delle proprie idee, né del suo compenso: se vuole regalare la sua opera al mondo, deve essere lui a deciderlo, non gli altri a costringerlo. Per questo, WGI sta studiando un sistema di deposito, che conservi la tracciabilità dell’opera dal primo vagito del pitch, al prodotto finale, filmato e montato, e possa identificare in modo sicuro tutti gli autori anche sul web.

Mentre si procede alla costruzione delle regole, WGI si preoccupa di dar voce sul suo sito agli sceneggiatori, categoria generalmente ignorata dalla stampa, a favore dei registi e degli attori. Intervista i propri soci, ovviamente, e restituisce il dovuto glamour a tutti gli sceneggiatori italiani che presentano (o dovrebbero essere presenti e presentare) le loro opere ai festival internazionali. WGI ha cominciato nel 2013, appena nata, con la Mostra di Venezia, ed è andata avanti nel 2014, con Cannes, di nuovo Venezia, il Roma Fiction Fest e la Festa del Cinema di Roma.

Potete trovare tutto il resto di quello che WGI fa, e/o si è messa in testa di fare, alla voce servizi per i soci.