Il 19 dicembre 2013 Writers Guild Italia, a nome di tutti i suoi associati, ha scritto una lettera alla Siae per chiedere lumi sull’annosa vicenda della ripartizione dei diritti d’autore sul web. Ad oggi, dopo un mese e dieci giorni, non abbiamo ancora ricevuto una risposta. Niente. Buio assoluto. La nostra richiesta è stata bellamente ignorata. Forse siamo stati fraintesi: chiedevamo a loro trasparenza, non invisibilità. Eppure, prima ancora di essere un sindacato di categoria, siamo 120 sceneggiatori che ogni anno versano alla Siae una discreta somma d’iscrizione. Certo, non siamo musicisti affermati dunque non garantiamo alle casse della Siae introiti cospicui, ma è sufficiente questo per trattarci come se non esistessimo? Se davvero, come afferma il presidente della Siae Gino Paoli nella sua lettera aperta al ministro Bray, la Siae è una casa di vetro  disponibile ad ogni confronto, ci aspettiamo che la nostra richiesta di confronto venga presa in considerazione.