Pubblichiamo la lettera inviata alle altre Associazioni dell’audiovisivo all’indomani dell’incontro col Ministro Franceschini, che pensiamo spieghi bene perché WGI si è dissociata dall’appoggio al Ministro in merito al decreto su copia privata.

 

Cari amici, WGI ha molto apprezzato la collaborazione tra tutte le associazioni per sospingere il ministro verso una nuova legge di sistema. E vorremmo poter firmare un comunicato comune che sottolineasse questo aspetto e il buon risultato dell’incontro odierno. Pensiamo sinceramente che si debba proseguire su questa strada e che col tempo la collaborazione produrrà effetti positivi.

Allo stesso tempo conoscete le nostre forti perplessità sull’incremento del prelievo sulla copia privata e sul fatto che questi aumenti vengono veicolati da SIAE e dal Ministero come un sostegno agli autori, quando sappiamo tutti benissimo che ciò che arriva agli autori è meno della metà degli incassi. Bisogna altrettanto dire con estrema chiarezza che la legge è stata concepita per far pagare ai consumatori (cioè a chi effettua davvero la copia privata, controllate il 71 septies della 633/41) i relativi diritti agli autori. Quando la modalità di prelievo, per ossequiare la legge è stata concepita, come quota sul prezzo di vendita al consumatore degli strumenti che possono consentire di effettuare una copia, la tecnologia era molto diversa e il concetto condivisibile. Oggi, un po’ meno.

Così noi pensiamo che la legge vada rivista e che gli autori debbano essere remunerati in un modo più rispettoso del dato reale e attraverso strumenti più adeguati. Pensiamo inoltre  che le ditte produttrici di device abbiano tutto il diritto di aumentare i costi dei loro prodotti, così come il Ministro Franceschini ha il diritto di aumentare il prelievo. A venir meno, purtroppo, in questo quadro generale, sono ancora una volta i nostri diritti, agiti da forze politiche ed economiche che nulla hanno a che vedere con le problematiche specifiche del nostro lavoro, e che producono l’effetto distorto nella comunicazione di una nuova tassa di cui noi autori saremmo i fruitori.

Se la creatività è un motore economico, il diritto d’autore non può essere concepito come un’elemosina in nome di un bene comune della società. A nostro avviso sarebbero altri i meccanismi da considerare per provvedere alla giusta, sacrosanta, remunerazione degli autori riguardo allo sfruttamento delle loro opere e ci piacerebbe mettere al centro dei nostri incontri anche questo tema oltre alle modalità per porre fine alla opaca gestione che la Siae fa dei nostri soldi. Dal momento che all’incontro con il ministro Franceschini siamo arrivati tutti insieme, con un unico documento senza distinzione di loghi, vi pregheremmo di scindere la comunicazione sull’incontro di oggi, da quella che vuole appoggiare il Ministro da supposti attacchi mediatici su copia privata. Non ci sembra corretto far prevalere nello spazio di un comunicato, un elemento che non faceva parte dei motivi dell’incontro e che non è da tutti condiviso allo stesso modo. Mandiamo avanti la coesione, non i punti di minoritario dissapore.

Invece ieri il comunicato CS 1 agosto firmato da tutte le associazioni tranne WGI è puntualmente apparso senza purtroppo quella scissione argomentativa e quei distinguo che avevamo auspicato.

Pazienza. Noi crediamo che, al di là dell’appoggio ad un Ministro “amico”, ci sia bisogno di un diverso livello di approfondimento delle questioni che riguardano il nostro lavoro.

Confidiamo che questo possa accadere in futuro.