I finali scontati, si sa, non piacciono a nessuno.

Assegnare il Premio Francesco Scardamaglia 2014, per la miglior sceneggiatura di un’opera televisiva italiana edita, a Gomorra potrebbe risultare scontato e per certi versi inevitabile, visto il clamoroso successo ottenuto dalla serie prodotta da Sky Italia. L’ennesima conferma del noto postulato di Flaiano che vede gli italiani sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori.

Stavolta non è così.

La vittoria di Gomorra è l’affermazione di un prototipo di serialità italiano, in grado di fare racconto e veicolare contenuto anche fuori dai nostri confini, senza cadere nel “provincialismo” di modelli narrativi d’importazione.

E’ la conferma che l’intensità della scrittura, il rispetto del ruolo dello sceneggiatore e la presenza di uno showrunner, posti al centro del processo produttivo, come avviene ovunque, garantiscono quel quid di carattere ed unicità al prodotto e sono il timone per qualsiasi opera che voglia affrontare e vincere la sfida in mare aperto dei mercati internazionali, con il forte vento di poppa che sta già spingendo nel mondo questa serie.

Per questo mando le mie più sincere felicitazioni per il premio ai colleghi sceneggiatori, “l’equipaggio” che ha dimostrato di saper governare con grande maestria la nave Gomorra, ereditata e sorretta dal libro di Roberto Saviano: Stefano Bises (head writer); Giovanni Bianconi, Leonardo Fasoli e Ludovica Rampoldi (autori del soggetto di serie e dei soggetti degli episodi), ai quali si sono aggiunti (in fase di sceneggiatura) Filippo Gravino e Maddalena Ravagli.

I più sentiti rallegramenti vanno anche ai colleghi Alessandro Sermoneta, Marco Turco ed Elena Bucaccio che hanno ottenuto la  Menzione Speciale per Altri tempi, miniserie, targata Rai fiction – 11 Marzo Film, prodotta da Matteo Levi. Una storia che si inserisce nel robusto filone storico della nostra fiction e ci racconta un pezzo di cronaca politica, tornato in auge nel dibattito sociale: l’istituzione delle case chiuse e la battaglia della senatrice Merlin per la loro abolizione, raccontata attraverso la storia di una prostituta che deve fare la dolorosa scelta di rinunciare a sua figlia.

Con i doverosi e sinceri ringraziamenti all’Associazione dei Produttori Televisivi che ogni anno accende il faro del Fiction Fest sulle opere televisive, alla direzione del Festival, alla Presidente della Giuria del Premio Scardamaglia 2014, la nostra socia Anna Samueli, colgo l’occasione per inviare l’augurio, esteso a tutti gli altri sceneggiatori premiati in questa edizione e a tutta la categoria, di poter varare al più presto altri pezzi da novanta…

Carlo Mazzotta
Presidente Writers Guild Italia
 

LE MOTIVAZIONI DELLA GIURIA Premio Scardamaglia:

“GOMORRA-LA SERIE, costruita su una sceneggiatura coraggiosa e innovativa, rappresenta una scommessa vinta sul piano creativo e produttivo, senza concessioni alle cosiddette logiche che governano l’audience e impongono scelte editoriali al ribasso mortificando la capacità di risposta del pubblico. Una scommessa vinta anche sul piano del consenso internazionale, che prova come in Italia sia possibile e necessario restituire agli autori un ruolo centrale nella progettualità del racconto televisivo”.

Menzione speciale:

“Nell’impianto della classica miniserie in due puntate, ALTRI TEMPI si distingue per una narrazione strutturata e coinvolgente, un’efficace ambientazione storica e per la forza con cui affronta il degradante e sempre attuale problema della prostituzione. Un esempio riuscito di come si possa trattare una questione sociale attraverso personaggi incisivi e una trama emozionante”.

Gli altri sceneggiatori premiati durante il RFF 2014, sono Sofia Bruschetta con Chiù (Premio Bixio) e Francesco Caronna, Roberto Fiandaca, Giancarlo Germino, Alessandro Menchi con Nascondi un posto a tavola (Premio Siae Idea d’Autore).

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