La WGI è nata con l’intento di valorizzare la professione degli sceneggiatori. La sezione SCRITTO DA, sotto l’egida di WRITTEN BY, la prestigiosa rivista della WGAw, tenta di supplire alla grande disattenzione con cui gli scrittori di cinema, tv, e web vengono penalizzati  dagli organi di informazione.

Giacomo Arrigoni
 

A differenza degli anni passati, in cui partecipavo al Festival di Cannes fissando personalmete gli appuntamenti per presentare i miei progetti ai produttori, quest’anno un mio trattamento è stato selezionato dalla Maison des Scenaristes. Di che cosa si tratta?

Alcuni anni fa un gruppo di sceneggiatori francesi ha creato una piattaforma online chiamata WeFilmGood: si tratta di un canale per inviare ai produttori internazionali iscritti al portale (prevalentemente francesi, ma non solo) una selezione di progetti calibrati su festival specifici. In occasione del Festival di Cannes la call era quindi focalizzata su progetti di lungometraggio.

La selezione consente di ottenere un pass di alcuni giorni per partecipare al festival e di avere una mattinata dedicata agli incontri con i produttori potenzialmente interessati al progetto.
Seduti a un tavolino colorato, addolciti da biscotti, madeleine al cioccolato e tazze di caffè fumanti, gli sceneggiatori selezionati attendono l’arrivo dei produttori, senza sapere nè quanti saranno nè i loro nomi.

Se si corre il rischio di parlare anche con pochissime persone, è il vantaggio è sicuramente quello di poter interagire con interlocutori che hanno già letto il progetto sulla piattaforma e che quindi sono già idealmente interessati a saperne di più.
E’ ancora presto per valutare in concreto gli effetti dei rendezvous avvenuti alla Maison des Scenaristes, ma trovo comunque molto importante avere avuto un’ulteriore occasione di incontro con produttori che magari senza il bollino della selezione non avrei avuto modo di conoscere. Senza contare che WeFilmGood offre un piccolo servizio di coverage dei progetti ricevuti e mantiene il progetto online sulla piattaforma per un anno, a disposizione di altri produttori. L’esperienza alla Maison des Scenaristes ha dimostrato l’importanza di piattaforme professionali che lavorano da intermediarie qualificate, garantendo ai produttori un controllo e una scrematura dei progetti ricevuti e permettendo agli sceneggiatori di accedere a nuove opportunità professionali. Oltre questi confini ben delimitati ci si imbatte comunque in una terra incognita dove l’appuntamento, per essere proficuo, deve risolversi in una sintonia col produttore su molti fronti differenti. Un risultato tutt’altro che scontato. Come ogni pitch, anche l’incontro della Maison avviene in un mercato di idee, beni intangibili ma preziosi, e l’incontro fra domanda e offerta di storie per il cinema sfugge a qualsiasi teorizzazione. Sta allo sceneggiatore giocarsi al meglio le sue carte e in caso di difficoltà – dato che è tra i pochi ad averne il potere – può sempre inventarsi un finale migliore.

Lorenzo Colonna

E’ la prima volta che partecipo a WeFilmGood, il concorso della Maison des Scénaristes e devo dire che è stata un’esperienza interessante. A questo proposito devo ringraziare la WGI perché è solamente grazie alla condivisione della call for entries che sono venuto a conoscenza di questa occasione.

La partecipazione al concorso è molto semplice: si paga la quota di iscrizione (50€ a progetto), si attiva il proprio account sul sito www.filmgood.com e si carica il soggetto in inglese o francese.

Se si viene selezionati, l’organizzazione fornisce una pagina per ogni progetto in cui poter inserire la logline, eventuali

immagini e, cosa molto importante, il videopitch obbligatorio in inglese e/o francese.

Una volta completata l’operazione, l’organizzazione invia i link dei vari progetti ai loro contatti (l’elenco è disponibile sul sito www.maisondesscenaristes.org) invitandoli all’evento.

Per dare qualche numero, all’edizione del 2018 hanno partecipato 247 progetti. 50 hanno superato la prima selezione e 19 sono stati selezionati per i pitch. Al nostro tavolo si sono presentati due produttori francesi, due inglesi, un belga e un libanese.

Le comunicazioni con lo staff non sono state efficientissime. Su tre mail che ho inviato prima del festival, solamente una ha avuto risposta. Fortunatamente, non era niente di essenziale (domande di natura logistica più che altro).

La Maison des Scénaristes fornisce ai finalisti un pass per tre giorni che consente l’accesso a tutte le aree ad eccezione delle proiezioni. Inoltre mette a disposizione una struttura per dormire ma non è affatto economica visto che parliamo di una camera da due persone a 70€ a testa con solo il materasso, coperte e cuscini non inclusi (inoltre la camera è da condividere con un’altra persona, amico o sconosciuto che sia). Cercando su AirBNB si trova molto meglio, specialmente se si è disposti a spostarsi dal centro.

Tornando all’organizzazione del concorso, i finalisti devono scegliere una delle tre date possibili per fare i pitch presso lo spazio offerto dalla Maison des Scénaristes. I pitch hanno una durata di 3 ore, dalle 10 alle 13 ma non sono fiscali. Noi siamo rimasti a “pitchare” fino alle 14 e nessuno ci ha interrotto.

Va detto che i referenti della Maison, Nicolas e Sarah, sono stati gentilissimi e assolutamente disponibili a fornire qualunque aiuto necessario (anche se un po’ disorganizzati). Per fare un esempio, noi siamo arrivati il giorno prima dell’inizio della validità del nostro pass ma Nicolas si è fatto in quattro per farci entrare comunque nella struttura. Considerando che c’era un metal detector ad ogni ingresso e controlli rigidi sui pass, l’accesso non era affatto scontato.

Durante i pitch, una bacheca indica quali progetti sono presenti ai tavoli riportandone anche le logline. Inoltre, l’organizzazione suggerisce ai produttori i progetti che vale la pena visionare. Nel nostro caso, Nicolas ha spinto un produttore al nostro tavolo ed è stata un’ottima idea visto che alla fine si è dimostrato molto interessato.

Mi permetto di aggiungere che fare un pitch con il porto di Cannes di fronte e la Croisette alle spalle non è affatto male.

Una delle cose negative che mi piacerebbe fosse risolta è che, fino al momento dei pitch, gli autori non hanno idea se il progetto abbia catturato l’interesse dei produttori. Ci si siede al tavolo e si aspetta che qualcuno si faccia vivo.

Sarebbe importante avere un indice di gradimento del progetto prima del festival, anche tramite un sistema di “like” tipo Facebook (visto che i progetti sono accessibili solamente ai produttori, non c’è il rischio di interventi esterni).

Per quel che riguarda il festival di Cannes vero e proprio, credo che il modo migliore per affrontarlo sia contattare in anticipo i produttori con cui si vuole fare due chiacchiere in modo da fissare un appuntamento. E’ molto difficile, per non dire impossibile, riuscire ad agganciare un produttore a Cannes senza appuntamento o senza una conoscenza in comune.

Un ringraziamento va anche alla film commission francese che, fra un appuntamento e l’altro, si è resa disponibile per una chiacchierata e ci ha fornito nomi e numeri di telefono di produttori francesi che potrebbero essere interessati al nostro progetto. Davvero efficienti.

Tutto sommato, è stata un’esperienza positiva che vorrei ripetere e che mi sento di consigliare a chiunque sia alla ricerca di una co-produzione con la Francia.

Scrittori a Cannes – Writers Guild Italia (WGI) incontra gli sceneggiatori presenti con le loro opere al Festival di Cannes 71  (8 – 19 maggio 2018).

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