WGI inaugura un ciclo di testimonianze rese dai protagonisti dell’universo digitale. Le web-series rappresentano una sfida non più rinviabile per una scrittura che vuole confrontarsi con la contemporaneità, costruire testi fatti di commenti, link, cornici e citazioni, e cercare un rapporto più stretto con un pubblico diverso.  
 

 Gianluca Giardi

GIANLUCA GIARDI

La sceneggiatura è fondamentale. Anche il marketing.

 

Art Director, producer, regista, grafico, autore di format tv e creativo a tutto tondo, Gianluca Giardi ha al suo attivo una web-serie, Mafia University, ed è uno dei fondatori della WAU, struttura che riunisce la nuova generazione degli artisti del web.

1)    Partiamo dalla domanda più scontata. Cos’è il collettivo W.A.U. – che significa Web Artists United – perché è nato e che finalità ha?

Prima di rispondere alle tue domande vorrei ringraziarvi per la possibilità di poter parlare di WAU e dei suoi obbiettivi. Il collettivo WAU nasce perché non c’era un’organizzazione che riunisse e rappresentasse i Web Artist in un dialogo con le istituzioni e tra i Web Artist stessi. I creativi per natura sono disgiunti e WAU vuole renderli un corpo solo per rispondere concretamente alle necessità che li accomunano. WAU è e deve essere uno strumento utile a tutti i creativi del web. Non ultimo WAU si propone come garante di meritocrazia nei Festival e premi dedicati alle Web Serie prendendo parte a giurie e commissioni di qualità.

2)    Nel manifesto del collettivo WAU si legge che il mondo del web vive una situazione allo sbaraglio: alle spalle dei web-makers non ci sono grosse produzioni e gli artisti non vengono adeguatamente tutelati. Come si può ribaltare questa prospettiva abbastanza deprimente e sopperire alla cronica mancanza di fondi del web?

Credo che la mancanza di fondi stimoli i web artist a far scaturire energie creative che rimarrebbero sopite dall’agio delle sovvenzioni. Ci vogliono fondi per i festival affinché si possano promuovere e far emergere nuovi talenti, quello si. Per la tutela degli artisti crediamo nel potere difensivo dell’informazione. Il nostro primo meeting ufficiale, che si è tenuto presso l’Università La Sapienza di Roma, non era altro che una serie di incontri con: legali esperti in diritto d’autore, esperti di marketing per dare consigli sulla promozione delle serie, rappresentanti della Siae per accorciare le distanze con le istituzioni e le importanti testimonianze e consigli di chi, grazie al web ha ottenuto importanti riconoscimenti come Claudio di Biagio e Luca Vecchi.

3)    E’ difficile per un regista adeguarsi al formato breve e serializzato della web fiction? Esistono differenze tra l’estetica del digitale e il linguaggio cinematografico e televisivo?

Personalmente credo che non ci sia più alcuna differenza fra questi tre media. L’unica differenza sostanziale rimane quella del cinema con le altre due, ma per un semplice motivo dimensionale. Certi film nascono per essere goduti al meglio al cinema, per essere visti in uno schermo enorme e con surround per esperienze immersive. Inutile andare a vedere un film di Woody Allen al cinema, sarebbe lo stesso vederlo sul web o su una televisione sgangherata appesa sul muro di un bar di periferia. La durata della fiction sul web doveva essere breve, in passato, per motivi di download o, ancora oggi, per il fruitore che nei tempi morti guarda una puntata sullo smartphone.

4)    Chi fruisce delle tante web-series in circolazione ha l’impressione che la sceneggiatura non sia l’elemento più importante e non venga sufficientemente considerata dai nuovi film maker. Che peso dovrebbe avere uno script in un progetto digitale?

Vedo prodotti penosi e carenti anche al cinema e nella televisione (soprattutto se italiana). La sceneggiatura è fondamentale, non si scappa. Molti web creativi costruiscono le loro serie su una struttura narrativa fantasma preferendo far centro sugli effetti speciali a volte anche ben fatti. Da tempo infatti, imperversano serie horror e fantasy che spesso non possono fare a meno dell’uso degli SFX. Le cose stanno cambiando però è solo questione di tempo e vedremo sempre di più prodotti ben scritti che già superano, per qualità, la maggior parte dei prodotti tv.

5)    Rai e Mediaset sono i soggetti forti in qualche modo deputati a finanziare le web-series. Perché secondo te manifestano un tale disinteresse verso la nuova frontiera del digitale e non investono in quello che a breve dovrebbe essere un mercato forte dell’audiovisivo?

Credo che Rai e Mediaset siano strutture vetuste dove non c’è ancora sufficiente meritocrazia. Si spera che la crisi economica porti a un maggiore impiego di talenti veri. Ci sono personaggi Rai e Mediaset che spingono verso il web ma devono fare i conti con dirigenze pavide e assolutamente non in grado di saper valutare i talenti che circolano nel web. Del resto che ci aspettiamo da un paese la cui televisione è popolata solo da figli d’arte o da raccomandati?

6)    Il numero delle visualizzazioni su Internet è garanzia di qualità per una web-serie? Secondo te esistono modi per contraffare le views di un prodotto? Quanto influisce il marketing sulla visibilità di una web-fiction?

Il marketing è fondamentale. Molte serie devono il loro successo, in termini di views, solo allo spamming o a strategie di smanettoni. In oltre si può pagare per avere maggiori views come per essere citati da importanti bloggers o trend setter. Mi chiedo perché si perda tempo in tali sotterfugi invece di fare un prodotto ben fatto e poi farlo girare nei festival e per le produzioni in attesa che cresca il numero di estimatori.

7)    Quali sono a tuo giudizio le web-series italiane più innovative degli ultimi anni? C’è qualcuna che ti ha particolarmente colpito?

Qui mi metti in difficoltà perché molti web artist sono anche miei amici, quindi non me ne vogliano. Grande stima perle serie pioniere del web come Lost in Google e The Pills e tra le recenti la serie Esami e Il Progettino le trovo magistrali ed originalissime… Ovviamente non ho potuto citare la mia serie “Mafia University” per ovvi motivi.

8)    Il diritto d’autore, applicato a canali distributivi on-line, diventa fonte di ambiguità. Chi cede un prodotto audiovisivo alla Rete da chi viene tutelato? E chi lo accoglie nella sua piattaforma ne acquista i diritti? Come si possono stabilire i proventi dei diritti e secondo quali criteri?

Questo è stato uno degli argomenti del nostro primo Meeting tenutosi a Roma. L’intervento dell’avvocato Improta, specializzato in diritto d’autore ci ha fatto capire che la situazione è ancora intricata e a favore di network come Youtube. Questo è una delle battaglie che sta combattendo WAU nel suo dialogo impavido con le istituzioni e con questi presunti giganti.

9)    Per il futuro che progetti hai, come autore, regista e producer, nel campo digitale?

Con grande fatica sto preparando i nuovi episodi di Mafia University, nel contempo sto tenendo lezioni di produzione di format per il web in un Master LUISS, corso che porterà gli studenti alla concreta realizzazione di un format per il web. Con Michele Pinto, altro fondatore di WAU, intanto affiliamo le armi per le prossime battaglie a favore dei diritti dei web artist e mettendo le basi per l’organizzazione di un grande festival di web series a cui parteciperanno solo quelle provenienti dai paesi bagnati dal Mediterraneo.

A cura di Alessio Billi