Campagne WGI

Margherita Pauselli

Un premio alla memoria per le idee di domani

Nato dall’iniziativa di colleghi e amici per trasformare il dolore dell’assenza in un gesto d’amore verso le nuove generazioni di autori, il Premio Margherita Pauselli si inserisce all’interno del Trailers FilmFest con il patrocinio della Writers Guild Italia. In questa intervista, la nostra socia Maria Teresa Venditti racconta la genesi del premio, la forza dell’idea nella scrittura e l’eredità umana e professionale lasciata da una delle firme più generose della nostra serialità.

Carissima Maria Teresa, dietro questo premio c’è la spinta di un gruppo di colleghi che hanno condiviso con Margherita anni di lavoro e di vita. Da dove è nato il bisogno  di trasformare un dolore e l’assenza in un gesto d’amore per i giovani sceneggiatori?

Forse quest’idea ci è stata data proprio da Margherita. Mi piace pensare così. Era una persona discreta, non amava mettersi in mostra, ma era molto generosa. E questa sua predisposizione all’altruismo continua grazie a questa iniziativa

Da Vivere e Il Paradiso delle Signore fino a Che Dio ci aiuti!, Margherita ha fatto parte della quotidianità di milioni di spettatori. Che cosa rendeva la sua scrittura così viva e quale insegnamento umano e professionale ti porti dentro dalla vostra collaborazione?

io e Margherita abbiamo lavorato insieme tutto il giorno tutti i giorni quando scrivevamo CentoVetrine, quindi per buoni 15 anni. Con lei ho scritto anche una sceneggiatura che chissà se diventerà un film e una serie crime ancora nel cassetto. Ci siamo confrontate e scontrate e ricompattate continuamente scrivendo, facendo brainstorming, editing a vicenda… eravamo colleghe, amiche e anche un po’ sorelle. Da un punto di vista umano ho imparato moltissimo da lei che era così diversa da me, ma complementare. Professionalmente era affidabile, precisa, creativa e instancabile. E poi aveva una qualità rara: non amava il pettegolezzo.

Prima del grande schermo, delle campagne marketing e dei trailer, c’è solo una persona sola davanti al foglio con un’idea. Quanto è prezioso proteggere e valorizzare quel momento in cui nasce una storia?

Noi sceneggiatori sappiamo benissimo di essere “autori per conto terzi” e di non avere il controllo delle storie che scriviamo. Nelle serie tv ci sono moltissimi passaggi e raramente arriva sullo schermo ciò che era l’idea iniziale. Nel cinema (per la mia esperienza) è difficile far passare la propria idea se il regista non è dello stesso parere o se il produttore vuole fare dei cambiamenti… per risponderti posso dire che si dovrebbe lavorare con registi e produttori con i quali c’è sintonia… è forse l’unico modo per proteggere e valorizzare la storia che si sta scrivendo.

 La giuria premierà la forza e l’originalità del concept. Al di là della tecnica o delle logiche di mercato, qual è la scintilla o la verità emotiva che speri di sentire leggendo le idee in gara?

Una premessa: in questa avventura non sono sola. I promotori di questa iniziativa, assieme a me, sono anche: Anna Maria Sorbo, Filippo Soldi e Luca Pellegrini. Amici e colleghi di Margherita. Inoltre nella giuria “larga” che andrà a scremare i tantissimi progetti che arriveranno ci sono tutti i colleghi che in questi anni hanno conosciuto e lavorato con Margherita. Si sono tutti dimostrati più che disponibili a lavorare a questo progetto. Nella giuria più ristretta abbiamo il produttore Giannandrea Pecorelli, la sceneggiatrice Valentina Gaddi, l’attrice Vanessa Gravina e il regista e autore Francesco Micheli. Che ringrazio pubblicamente. E per rispondere alla tua domanda: premieremo l’idea. La forza dell’idea. La sua potenzialità.

Scrivere per la tv e per il cinema richiede resilienza, pazienza e tanta generosità. Cosa vorresti che dicesse questo premio a chi sta provando a muovere i primi passi in un settore non sempre facile?

Direi questo: se scrivere è la vostra verità, riuscirete. Se scrivereste comunque anche senza una commissione, riuscirete. Se siete testardi, riuscirete. Cercate di costruire connessioni con persone che vi risuonano. Non risparmiatevi. E, se potete, divertitevi scrivendo perché è il mestiere più bello del mondo!

L’iscrizione al Pitch Trailer (entro il 26 settembre) apre automaticamente le porte al Premio Margherita Pauselli e al riconoscimento economico. Come si integrano la dimensione affettiva del premio e il suo valore pratico per l’industria?

Non vedo nessuna incoerenza. Il premio intitolato a Margherita Pauselli vuole essere un incoraggiamento e un’occasione per essere letti (cosa tra le più difficili per noi sceneggiatori) da professionisti del settore. Il fatto che ci sia anche un riconoscimento economico ci sembra ovvio. Scrivere è un lavoro e il lavoro si paga.

 Il prossimo novembre, al Trailers FilmFest di Roma, si svolgerà questa prima edizione. Cosa vorresti che provasse il vincitore tenendo in mano questo riconoscimento nel nome di Margherita?

Vorrei provasse fiducia. Nella propria idea e in se stesso o se stessa. Senza fiducia, senza entusiasmo, la strada si fa ancora più impervia. Etimologicamente entusiasmo significa: avere un dio dentro di sé, essere ispirati da una divinità… e noi scrittori dovremmo ricordarcelo sempre.

Grazie Francesco e grazie a tutta la WGI che patrocina questo premio. Grazie anche a Francesca Sofia Allegra e Alessandro De Simone i direttori artistici di Trailers FilmFest 2026 guidato per anni da Stefania Bianchi

L’intervista è a cura di Francesco Maggiore

WGI si racconta – La Writers Guild Italia è nata con l’intento di valorizzare la professione degli sceneggiatori e tenta di supplire alla grande disattenzione con cui gli scrittori di cinema, tv, e web vengono penalizzati dagli organi di informazione. Questa rassegna offre uno spazio alle singole storie professionali dei nostri soci.