In data odierna la Writers Guild Italia ha scritto una lettera aperta alla SIAE. La pubblichiamo anche qui confidando di trovare una risposta sotto l’albero di Natale.

 

Roma, 19/12/2013

Illustre Presidente,
gentile Direttore Generale,
gentili Signori,

all’indomani dell’esultanza a vario titolo espressa dalla SIAE per l’adozione da parte dell’Agcom del regolamento per la tutela del Diritto d’Autore sul web, indicato come un provvedimento all’avanguardia che pone il nostro Paese avanti al resto del mondo quanto a misure per rimuovere contenuti illegali dalla rete, ci domandiamo quali siano le misure che s’intendono adottare nei confronti di broadcaster cosiddetti legali che sul web sfruttano già oggi le nostre opere al di fuori della tutela SIAE per quanto attiene ai legittimi proventi degli autori.

È di qualche giorno fa, ad esempio, il varo da parte di Mediaset del portale “Infinity”, con una vasta library di ben cinquemila titoli di opere di associati della Sezione Cinema.
Iniziative analoghe fioccano ormai sui cosiddetti new media da parte di altri attori, esordienti e consolidati, in uno scenario che definire “nuovo” è ormai a nostro avviso anacronistico.

Oltre a promuovere il contrasto della pirateria e dell’illegittimo sfruttamento economico di opere il cui diritto d’autore è ormai essenzialmente nelle mani e nelle tasche di produttori e broadcaster, una collecting society che voglia essere moderna e allinearsi alla recente direttiva europea, ha il dovere di considerare prioritario l’interesse degli autori e non soltanto degli autori di musica. Deve avere un progetto chiaro ed efficace per tutelare, negoziare e riscuotere i loro legittimi compensi ai sensi dell’art.46 bis lda, quando le loro opere vengano utilizzate sul web. È qui che si gioca la partita vera, oggi e nel futuro.
Che cosa ha fatto e sta facendo la SIAE per non arrivare in ritardo a questo appuntamento? Come riesce a contrastare la velocità con cui miriadi di televisioni si affacciano alla rete e iniziano a sfruttare opere senza chiedere permesso?
Siamo convinti che la battaglia sulla Copia Privata sia ormai superata dall’avvento di tecnologie che la rendono, di fatto, una partita persa. Al di là dei maggior introiti esigibili ora – sui cui criteri di destinazione per proteggersi da facili illazioni esterne sarebbe il caso di coinvolgere le associazioni di categoria – siamo altrettanto convinti che il punto su cui debba soffermarsi la SIAE per tutelare i diritti dei propri associati sia assolutamente il web e il nuovo modo di fruire il prodotto che esso offre.

Per questo chiediamo alla SIAE di concentrare le proprie energie in questa direzione, di coinvolgere nel progetto a pieno titolo le associazioni di categoria e di arrivare il prima possibile a un programma operativo condiviso.
Sappiamo bene che le attuali strettoie del mercato italiano (o, per meglio dire, l’assenza stessa di un reale mercato) rallentano il processo sulla strada del riconoscimento del diritto e del ruolo degli autori, ma proprio per questo chiediamo che si agisca in maniera tempestiva su realtà come “Infinity” e similari, e che si attui un percorso il più trasparente possibile affinché tutti, SIAE e associazioni di categoria, possano tutelare al meglio i diritti dei propri soci. Questa è a nostro avviso un’urgenza non più procrastinabile. Anche e soprattutto in forza del mandato di negoziazione, riconosciuto per legge  alla SIAE in via esclusiva, che impedisce nei fatti alle associazioni di rivolgersi ad altri interlocutori italiani o stranieri per vedere i propri diritti davvero protetti.

In attesa di un Vs. cortese riscontro, ci rendiamo disponibili a qualsiasi confronto o dibattito pubblico (così come pubblica sarà questa lettera)  che possa coinvolgere tutte le parti interessate.

Cordiali Saluti.

Il Presidente ed il Board WGI
Carlo Mazzotta
Aaron Ariotti
Barbara Petronio
Massimo Torre
Vinicio Canton