Il bollettino dello scrittoreVenezia

Bollettino n. 1

Andrea Vernier,  sceneggiatore, socio e membro del Board della Writers Guild Italia, osserva e vive, dal nostro particolare punto di vista di scrittori, gli eventi della 80. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia (30 agosto – 9 settembre 2023)

Diario di bordo. Giorno uno. Per fare un agguato fatto bene è fondamentale scegliere il posto.

I predatori si appostano dove sanno che le prede, prima o poi, passano. Tipo una pozza d’acqua. O un bar, se sei ad un festival.

Lo trovo lì. Con quell’eleganza innata che aveva già trent’anni fa. Ora la patina del tempo gli ha aggiunto strati più interessanti. E’ che ora ha delle storie da raccontare. Un benedetto molo l’ha per forza salutato. Questo regala il tempo.

“Quand’ero ragazzo compravo dei giornali. Sai, quelli che pubblicizzavano gli occhiali a raggi X…”

Sorridiamo.

“Vedevi sotto i vestiti?”

Ride. Una matassa di riccioli abbastanza impertinente. Me lo immagino come docente – gli studenti certo non si devono annoiare. “Be’, i pesci non li ho mai presi. Ma una volta ho comprato un liquido per pescare… non ha mai funzionato!”

Sorride come guardasse lontano. La pioggia e il freddo sembrano essersi stancati e ci stanno lasciando una spiaggia fresca, ma praticabile. Tipo un passato che non fa male. Lui fissa con lo sguardo un punto indefinito.

“Mio fratello era molto più grande di me. Mi regalò la scatola da mago. C’erano un sacco di trucchi. Io li facevo. Soprattutto ai grandi. Era magico. Unico.”

Si prende una pausa. Quel punto che cerca con lo sguardo deve avere un peso specifico importante. Addensa.

“Una volta mio fratello mi disse che non mi aveva mai visto così felice come in quei momenti. Con quei trucchi che stupivano tutti, perfino i grandi…”

Ora mi fissa con i suoi occhi chiari. Mi guarda come un’idea limpida.

“Amo il cinema per questo. Per quella magia. Per il misterioso…”.

Siamo a cavallo tra il mare e l’asfalto, in quel bar-oasi che amo proprio perché incrocia molte linee della vita.

In questo frangente è un rifugio dotato di caffè e di qualcosa da mangiare prima dell’ennesimo tuffo nel vuoto del buio in sala.

Una terra di mezzo perfetta.

In fondo io continuo a cercare ciò che non è definito. Non una critica ai film, non un ‘idea definita di cinema o di industria. A che punto è la notte. Questo è sempre stato il mio punto.

Lui mi sorride. Troppo colto e smaliziato per risposte brevi alle mie domande semplici.

L’assunzione di ampie dosi di semiotica, presa in anni giovanili, innesca intense domande sul senso. Dunque sorride. Indulgente. A che punto è la notte? Il discorso lo vuole condurre lui. Giustamente. È lui che ha la cattedra.

“Bello credere nelle favole” innesco io, impertinente.

Mi sorride di nuovo. Ancora una volta indulgente. Non ha deciso che voto mi merito. Lui è qui perché è sì insegnante, ma pure cineasta.

“Si bello” mi concede.

Riparte subito di slancio.

“Ma non è solo favola. È anche quel senso di immersione… hai presente quando sei in moto?”.

Mi guarda. Ecco. È uno dei momenti complicati della mia vita. Vallo a spiegare agli altri che noi veneziani possiamo anche non aver mai provato un motorino o una moto… Sorrido. Abbozzo. Non è il momento per vincere l’Oscar come miglior attore. In fondo è un professore che sta spiegando. Vuole solo andare avanti. Annuisco convincente.

“Be’, è proprio così; quando stai attraversando con la tua moto un paesaggio enorme, che ti sovrasta e ti immerge… e sei là dentro, completamente. Scopri e vivi. Sei totalmente portato dentro… ecco cos’è il cinema, per me.”

Mi ha convinto. È il come lo dice che ti convince. Il modo è tutto.

“il cinema per me è questa cosa qui”.

Non so se andare oltre. È tutto rubato, questo tempo. Esito nel continuare. Non vorrei mai approfittare in modo esagerato di quell’incontro. Ma lui ha quella cascata di riccioli. Evidentemente sono un mantello magico che lo mette al riparo da qualunque incomprensione o avversità. Muove i capelli e mi guarda benevolo. Continuiamo.

“E dunque perché vieni alla mostra? Cosa cerchi?”

Sospiro di chi la sa lunga. E magari aspettava l’occasione per dirla.

“Vengo perché sono un cittadino del cinematografo”

Sorride con civetteria per la citazione. Si ok, mi sta facendo un numero di magia. Adulatore. E’ sicuramente molte cose. Come i suoi molti ruoli nel vasto mondo del cinema. Perché il cinema, si scalda lui, è un mondo. Vasto. E non è certo solo industria.

“Perché io sia qui è ovvio. Il punto è perché non ci sono gli altri.  Davvero non capisco; come fanno a non voler vedere, capire, scoprire? E sai perché non sono qui? Perché ognuno è troppo concentrato su una cosa sola: la propria idea di cinema, la propria storia. O forse è la gelosia per quel che fanno gli altri… non so. Ma è brutto. Io invece faccio mia la frase di Zavattini: Amo il cinema di tanti per tanti, non il cinema di pochi per tanti’.

Il punto è cruciale. I cinema. I molti modi del fare ed essere cinema.

“Qui siamo alla Biennale d’Arte Cinematografica; forse potrebbero osare di più e bilanciare la grande industria che guarda agli Oscar con altro… Ragiona su un fatto: alla Biennale Arte ormai vediamo molte opere che sono video – e alcuni possiamo ben dire che sono film. Insomma vediamo cinema. Ma allora perché non vedere più arte alla Biennale Cinema?”

Ecco, lo sapevo. Il suo punto di vista mi era mancato. Difficile dargli torto, in fondo. Il cinema è tanti cinema. Poi, certo, resta il discorso dei bilanci. Ovvio. Il fatto industriale, il pubblico, le sale… Io insisto.

Lui smonta i miei assalti con un sorriso benevolo – da prof che ne ha già sentite mille. Non siamo una cosa sola, insiste. E mi parla del cinema fatto con i materiali di archivio. Mi parla degli altri mille modi di fare narrazione.

C’è molto post moderno in quel che mi racconta. E mi sembra tutto bellissimo.

Si, siamo molte cose diverse. Nello stesso tempo.

Si alza. Scappa. L’agguato è finito. Incantesimo spezzato.

Resta la risacca a far rumore, là in fondo – forse dove lui fissava lo sguardo a cercare la sua infanzia.

Buone magie, signor prestidigitatore.

Andrea Vernier
Inviato WGI a Venezia

Il bollettino dello scrittore – I report dell’inviato di Writers Guild Italia (WGI) dalla 80. Mostra internazionale d’Arte Cinematografica (30 agosto – 9 settembre 2023).