Ve lo ricorderete: un mese fa, la RAI aveva inserito nei contratti di attivazione con i produttori due clausole “capestro” per scaricare su di loro e sugli sceneggiatori il peso della par condicio e di altre leggi sul pluralismo, compreso il rispetto del proprio codice etico. Una parete di ghiaccio sulla strada del diritto d’autore. Poi…

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COME NEVE AL SOLE

La dissoluzione delle clausole preventive

Partiamo dalla fine. L’abbiamo avuta vinta.  La RAI ha fatto un passo indietro. E’ andata bene.

La RAI ha convenuto che la Legge sul diritto d’autore la obbliga ad un comportamento rispettoso degli autori e delle opere. E di fronte alla Legge della Par condicio, nell’eventualità che la presenza in video di un candidato possa comportare modifiche o tagli ad una fiction, RAI dovrà rivolgersi agli autori e chiedere loro di intervenire secondo modalità concordate.

E’ il ritorno a regole condivise.

La posta in gioco era seria. Le clausole preventive, imposte dalla RAI, prevedevano che c’impegnassimo a priori di evitare, escludendoli dai nostri scritti e persino dai nostri comportamenti personali, contenuti e forme che avrebbero potuto provocare sanzioni all’azienda in periodo elettorale.

Grazie alla volontà compatta degli sceneggiatori che per primi si sono opposti, delle loro associazioni e di quelle degli altri autori, dei produttori e degli attori, queste clausole non esistono più, sono sparite dai contratti dei produttori e da quelli degli autori, dissolte come neve al sole. E’ una bella vittoria.

Il braccio di ferro è durato più di un mese. La trattativa ha messo a dura prova le tasche dei produttori e degli autori coinvolti: non mettere una firma vuol dire rischiare un compenso, ritardare un incasso, anche a fronte di una parte di lavoro già svolto. Non abbiamo ceduto: gli elaborati non sono stati consegnati, le attivazioni sono state interrotte.

Si è aperto un tavolo comune, dove WGI ha potuto far valere il proprio peso,  confermando l’efficacia della scelta di condividere i nostri contratti. Un peso sindacale, competente ed informato sul piano legale, che è stato essenziale per addivenire ad un accordo.

Cancellate le clausole preventive, la RAI ha cercato collaborazione, ci ha chiesto di negoziare un diritto che era indiscutibilmente nostro. Era quello che volevamo.

Gli scrittori della WGI, da ottobre 2013, chiedono di inserire nei contratti con i produttori una clausola che fa discendere dal diritto inalienabile della integrità morale e materiale dell’opera, che è in capo all’autore, il principio della condivisione delle modifiche.  Da ottobre, la clausola veniva respinta.

La nuova clausola formulata di concerto con  la RAI, in materia di  Par condicio, ribadisce nei fatti che così è: non si può procedere a modifiche e tagli, anche di opere realizzate, senza il consenso degli sceneggiatori. Notate bene: degli sceneggiatori. Perché si può credere erroneamente, che il taglio di un’opera già realizzata riguardi solo regista, autore delle musiche e produttore. No. Il diritto dello scrittore non s’interrompe MAI: è stato messo nero su bianco.

Siamo contenti? Sì. Ci basta? No. Tagliare un prodotto artistico non ci piace, neanche se ce lo chiedono per favore, meno che mai per applicare una legge assurda. L’unica strada per evitarlo, è mettere al sicuro la fiction dalla Par Condicio sotto il cappello di un’eccezione culturale: abbiamo già avviato contatti politici in questa direzione, nella speranza che la nuova coesione tra le associazioni degli autori, dei produttori e degli attori continui a portare buoni frutti.

Non resta che continuare a mandare i contratti a garante@writersguilditalia.it, far controllare che le nuove clausole vengano rispettate: è l’unica strada, ormai ne abbiamo le prove.

Il board della WGI

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