La nuova legge cinema

Lettera aperta del Board ai Soci della WGI

Il 3 novembre scorso il testo del DdL 2287, presentato in Senato il 16 marzo 2016, è stato approvato definitivamente dalla Camera dei Deputati con il titolo “Disciplina del cinema e dell’audiovisivo”.

Come sapete dai nostri precedenti post (1, 2 , 3, ) WGi ha seguito la legge passo passo e adesso si impegnerà, come sempre, seguendo i decreti attuativi.

Carissimi,

è arrivato dunque a compimento l’iter legislativo della nuova normativa sul cinema e l’audiovisivo, e anche nei tempi rapidi che tutti avevano auspicato.

Il testo approvato dal Senato infatti non è stato minimamente modificato dalla Camera, ed è così pronto per entrare in vigore, decreti attuativi permettendo, già dal 1 gennaio prossimo.

Dal momento che come WGI siamo stati coinvolti fin dalla prima fase di discussione, in sede di audizione presso la Commissione Cultura del Senato, abbiamo potuto seguire passo dopo passo lo sviluppo del DdL, e siamo intervenuti per dire la nostra ogni volta che ce ne è stata data l’opportunità; e quando ormai i giochi sembravano chiusi, non contenti siamo andati a cercare degli interlocutori tra coloro che stavano discutendo nelle stanze parlamentari, caldeggiando loro le nostre proposte.

È inutile, crediamo, rievocare ancora la distanza siderale tra il primo disegno di legge sul quale fummo chiamati a esprimere il nostro parere (il Ddl Di Giorgi) e quello di mano ministeriale che ad esso si sovrappose a lavori del Senato quasi terminati, di fatto cancellando il primo testo sulla base di intenti radicalmente diversi. Si è passati da una legge che ricopiava in buona sostanza l’impianto della brillante legge francese, a una che introduce meno novità di sistema, aumenta certamente i soldi a disposizione dell’intero comparto (e di questo comunque non si può che essere contenti!), ma crea un meccanismo di forte “automaticità” nell’erogazione dei finanziamenti che rischia di concentrare eccessivamente le risorse economiche, a nostro parere e non solo, nelle mani di pochi soggetti del settore.

Fin dal primo intervento in Commissione Cultura al Senato, WGI si è mossa su tre linee di richieste:

  1. fare in modo che i cosiddetti finanziamenti “selettivi”, ovvero determinati da apposite commissioni non solo in campo produttivo, fossero ben bilanciati rispetto a quelli “automatici”, e che questi ultimi non fossero erogati premiando soltanto le produzioni capaci di raccogliere maggiori incassi, ma anche valutando meriti di carattere artistico quali premi, riconoscimenti, partecipazioni a festival internazionali;
  2. ottenere che tra i finanziamenti selettivi una quota andasse a progetti in fase di sviluppo e di scrittura, e che tale quota venisse erogata direttamente agli autori;
  3. difendere, in ogni articolo e comma della legge che lo permettesse, il principio di un allargamento del mercato a nuovi operatori: dagli autori esordienti ai piccoli produttori, dalle distribuzioni indipendenti ai prodotti in generale meno sostenuti dal mercato, a partire dal documentario per finire alle web series.

Dovendo fare un consuntivo, possiamo dire di aver riportato un paio di vittorie e una sconfitta netta.

Sul punto 1, lo squilibrio secco tra le due forme di erogazione, che riserva ai selettivi una quota “compresa tra il 15 e il 18%”, non ci vede affatto soddisfatti. Abbiamo potuto contare, sia alla Camera che al Senato, su parlamentari che hanno condiviso la posizione nostra e di altre associazioni di autori, chiedendo a più riprese una ripartizione più equilibrata dei due comparti di spesa: ricordiamo in particolare, per il Senato, la sen. Ferrara del Pd, la sen. Petraglia di Sel, la sen. Montevecchi del M5S, la stessa relatrice sen. Di Giorgi, poi messa in minoranza sul punto dal suo stesso partito; e alla Camera, l’on. Pannarale di Sel che ha cercato, sia in Commissione Camera prima, che in aula dopo, di far passare emendamenti in tal senso.

È stato tutto inutile, l’Anica aveva già portato dalla propria parte il Ministro, che ha imposto e difeso la linea di un forte sostegno ai maggiori protagonisti dell’industria italiana dell’audiovisivo, con lo scopo dichiarato di permettere loro di competere a livello europeo con gli altri più robusti protagonisti del settore.

Da ciò deriva la sconfitta sul punto 3, che però ancora non è definitiva in quanto su molte questioni fondamentali per capire quale sarà il segno definitivo di questa legge interverranno i decreti attuativi, senza i quali questo DdL resterebbe lettera morta. Ad esempio, sarà importante ottenere che venga regolamentato l’accesso al credito d’imposta per evitare che venga egemonizzato dai “soliti noti”.

Ma ci fa piacere che nella valutazione dei meriti delle produzioni da premiare siano stati inseriti anche criteri che hanno a che vedere con la qualità del prodotto, e non solo con il suo successo commerciale, come chiedevamo nel documento del 20 ottobre 2015 depositato in Commissione al Senato.

Così come possiamo attribuirci senz’altro il merito di aver ottenuto che, all’art. 26, venissero previsti finanziamenti diretti alla scrittura, e che, al comma 2, fosse scritto che “i contributi per la scrittura sono assegnati direttamente agli autori del progetto”. Checché ne dicano altre associazioni, è stata WGI la prima a porre questa richiesta in Commissione, e a seguirla man mano che l’iter di legge avanzava, riuscendo a farla trasmigrare anche nel DdL di origine ministeriale. La formulazione è testualmente quella da noi proposta ad aprile (documento inviato a ns. firma alla Commissione in data 15 aprile 2016). Per carità, non ci attribuiamo meriti superiori al dovuto: diciamo che la cosa è andata in porto per la bontà dell’idea, e tanto ci basta.

A questo punto quindi si tratta di osservare l’evoluzione dei decreti, per far sì che i nostri piccoli successi non vengano indeboliti, e che possa affermarsi il principio di un maggiore pluralismo del mercato contro la concentrazione delle risorse in poche mani; il che, crediamo, permetterebbe di liberare energie, promuovere nuove idee e prototipi per il futuro, e in definitiva creare più lavoro, che è quello di cui molti di noi hanno dannatamente bisogno.

Il Board della WGI

2 thoughts on “WGI racconta: La nuova legge cinema

  1. Angiola Janigro

    Cari colleghi,

    ho apprezzato molto, condividendone appieno gli obiettivi, il contributo della WGI per la nuova legge cinema. In vista delle trattative per i decreti attuativi, vorrei che non fosse dimenticata (così come non è stata dimenticata nel bando per lo sviluppo CSC/SIAE) l’esigenza di facilitare non solo l’inserimento ma anche il RE-INSERIMENTO nel mondo del lavoro di quegli autori che, per cause non dipendenti dalla qualità dei loro progetti, ne sono stati tenuti lontani per periodi più o meno lunghi.

    Ringrazio e saluto cordialmente,

    Angiola Janigro

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