In occasione della tragica conclusione degli eventi a Parigi e della grande manifestazione di solidarietà convocata per domani, la WGI condivide la seguente dichiarazione della Federazione Europea degli Sceneggiatori.

Gli sceneggiatori d’Europa sono inorriditi dall’attacco vigliacco e assassino contro la redazione del giornale satirico francese Charlie Hebdo a Parigi, lo scorso 7 gennaio.

Come sceneggiatori siamo profondamente sconvolti da questa aggressione alla nostra libertà di pensiero e di parola, contro la nostra libertà di creare. La libertà d’espressione è la condizione essenziale di ogni forma di creazione. Il massacro di Parigi è un attentato ai nostri diritti, e in particolare a quello di raccontare le nostre storie in piena e assoluta libertà. In sintonia e solidarietà con gli uomini e le donne che sono stati uccisi, rifiutiamo il terrore, il silenzio e la sottomissione.

Bernie Corbett, Segretario Generale di WGGB, la Guild inglese, ha aggiunto:

Noi biasimiamo gli sconvolgenti omicidi di dieci giornalisti e due agenti di polizia nel massacro di Charlie Hebdo a Parigi.

Se è vero che il giornalismo non è la prima preoccupazione del WGGB, nello stesso tempo affermiamo che per tutti gli scrittori, siano essi sceneggiatori, drammaturghi, romanzieri, poeti o qualsiasi tipo di scrittura esercitino, è necessario l’ossigeno della libertà d’espressione per svolgere un lavoro che abbia senso e importanza.

La libertà d’espressione non significa pubblicare solo materiale che non offenda o non turbi nessuno. Significa invece che chiunque può dire quello che vuole, anche se è scortese, offensivo, satirico, osceno, diffamatorio o anche semplicemente falso.

Nella nostra società, abbiamo questi diritti e dobbiamo proteggerli. Naturalmente dobbiamo accettare le conseguenze dell’esercizio di tali diritti. Se ciò che scriviamo è contro la legge del luogo, dobbiamo sapere che possiamo essere perseguiti. Se è diffamatorio, possiamo aspettarci di essere querelati. Se offende un particolare gruppo sociale, dobbiamo essere pronti ad assicurare allo stesso gruppo il medesimo diritto di libertà di parola e di critica contro di noi, fosse pure con pubbliche manifestazioni di piazza. Ma l’omicidio è semplicemente un crimine, e l’annientamento della libertà d’espressione.

Il principio che ci guida è che non ci deve essere nessun controllo preventivo, nessuna censura, nessun limite arbitrario. Se non siamo in grado di difendere questo principio, la libertà d’espressione morirà.

Queste, ancora, le parole di Chris Keyser, presidente WGAW per gli sceneggiatori degli Stati Uniti:

Oggi, noi come Guild, riaffermiamo la nostra convinzione nella libera espressione delle idee; nell’intesa reciproca che ognuno di noi non debba necessariamente essere d’accordo, ma essere tollerante anche con ciò su cui non è d’accordo.
Noi siamo al fianco di chi, ovunque nel mondo, fa parlare e scrivere il proprio ingegno, che è allo stesso tempo cosa necessaria e coraggiosa.
E speriamo per noi stessi, e ci auguriamo per gli altri, che l’intenzione non sia mai tacitata dalla paura.

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